Architettura per parti (Gianfranco Moneta, Logica e complessità dell'Architettura)
L'analitica strutturale.

1 Genesi e forma
2 Parte come totalità
3 L'articolazione della parte
4 La dissoluzione della parte
5.1 L'architettura della parete
5.2 L'architettura del setto
5.3 L'architettura in profondità
1 - Genesi e forma
Il senso dell’architettura per parti ha origine nella dispersione di oggetti
costruiti1 frammenti chiusi in sé, dotati di una determinata destinazione d’uso,
separati gli uni dagli altri da un vuoto, da uno spazio esterno all’oggetto
costruito, ma interno al sistema aggregativo - ancorché casuale che li connette.
Il riprendere oggi questa straordinaria forma-principio significa adoperarsi per
una
maggiore concretezza nella costruzione del progetto di architettura,
contrastando una sua ricorrente ricaduta nell’indefinito, nell’incerto, nel
non-disegnato. Significa il riuso di un principio compositivo di straordinaria
forza, che consente di progettare mettendo in relazione tra di loro entità (o
figure) finite (le parti), e dunque controllabili; consente quindi di
organizzare un procedimento compositivo con un lessicoproprio

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2 - Parte come totalità
E’ possibile considerare la parte - intesa come frammento di totalità - sempre
in tutta la sua realtà spaziale La definizione della parte, in quanto figura
dotata di totalità, porta a superare il principio riduttivo che considera la
pianta come unica generatrice dell’impianto spaziale3 In termini compositivi ciò
ha significato il predominio del piano-tipo che, reiterato, ha dato vita alla
tipologia del multipiano, con evidente disinteresse per l’articolazione spaziale
interna.

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3 - L’articolazione della parte
Le parti, nell'architettura moderna, si riconducono a cellule parallelepipede
costituite solo dalla loro intelaiatura strutturale, Queste cellule strutturali
sono la metafora dell'archetipo trilitico. (fig.A)

Applicazione del principio della sovrapposizione delle parti. (fig.B)

Una serie di parti strutturate sui nodi, quando vengono accostate, consente di
strutturare un piano secondo direzionalità contrapposte, creando una maglia
potenzialmente infinita. (fig.C)

Se pensato in elevazione, il sistema suddivide lo spazio nelle sue tre
dimensioni attraverso una scansione modulare. (fig.D)

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4 - La dissoluzione della parte
Ogni parte - anche la più elementare - può essere scomposta in segni ulteriori:
i setti. Il procedimento che svincola da una parete i suoi setti costruttori, si
configura come opposta a quella che ha "liberato" le pareti mantenendo intatti
gli spigoli. In questo caso la cellula non realizza la continuità degli angoli;
gli elementi costituenti (i setti) appaiono scissi tra di loro e la distanza
relativa diviene variabile: la configurazione è aperta.

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5.1 - L’architettura della parete.
Architettura della parete= unitarietà della parte elementare (la cellula), la
sua chiusura strutturale con l’esterno. Rapporto con l’esterno= La superficie
continua della parete viene interrotta attraverso una bucatura, vero e proprio
trauma della continuità.L’architettura della parete risolve sulla parete e solo
su di essa, attraverso l’intervento della bucatura, la complessività
dell’organismo che la sottende; la parete racchiude e quindi “cela” l’organismo;
la bucatura costituisce un filtro che rivela (in tutto o in parte) l’organismo
stesso


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5.2 L’architettura del setto.
La cellula aperta, costituita in modo da non realizzare continuità attraverso
pareti che non danno vita ad angoli, si pone “strutturalmente” in opposizione
alla cellula chiusa, precedentemente analizzata.

Apparentemente meno complessa, la cellula aperta si relaziona direttamente con
l’esterno attraverso la sua discontinuità strutturale. L’architettura dei setti
si realizza attraverso l’evidenziazione costante dello spessore dei setti, che
possono essere raccordati o meno tra loro, L’iterazione del setto costituisce il
segno fondamentale, Il percorso strutturale (costruttivo) della interconnessione
(e non in questo caso, della bucatura), procede dall’arco alla piattabanda
cementizia consentendo di non perdere mai di vista il prevalere del setto
(discontinuità) sui valori di interconnessione (continuità).

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5.3 L’architettura in profondità: la sovrapposizione.
L’architettura del setto sovrapposta all’architettura della parete.

L’architettura della parete sovrapposto all’architettura del setto.

L’architettura della parete sovrapposta all’architettura della parete
L’architettura del setto sovrapposta all’architettura del setto

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